Chi ci ha Ispirato?

Fondazione Homo Viator - San Teobaldo

 

“Noi siamo stranieri davanti a Te e pellegrini come tutti i nostri padri” 2 Cronache 29,15

 

L’Ufficio Pellegrinaggi, ora Fondazione Homo Viator San Teobaldo, si ispira ad alcune persone che per tutta la vita hanno approfondito le Terre Bibliche. Questi studiosi, diventati compagni di strada, guidano il nostro modo di fare l’esperienza del pellegrinaggio e la scelta dei luoghi verso i quali incamminarci, nel loro stile.

 
Archeologia biblica
Dan Bahat, grande archeologo israeliano erede di Benjamin Mazar, ha dedicato la sua vita agli scavi a Gerusalemme. Specializzato nelle crociate, è molto legato alla realtà cristiana in Terra Santa e allo Studium Biblicum Franciscanum. Ci aiuta a guardare in profondità questa terra.
Di questo archeologo abbiamo pubblicato l’Atlante di Gerusalemme (vedi la nostra collana Bibbia e Terra Santa).
La Bibbia nella sua terra
Ci aiuta a capire che “il pellegrinaggio deve essere il vivere le sorgenti della fede. Questo vuol dire tornare al “locus teologico”. Se uno è invitato a mettersi in cammino da Dan a Beer Sheva, non è per visitare antiche pietre né per venerare i Luoghi santi, ma piuttosto per rinnovare il corpo e lo spirito. Questo è l’itinerario dei Patriarchi, per salire a Gerusalemme, sulle vie del Vangelo, ascoltando la Parola di Dio nei veri paesaggi dove essa risuona, attraverso la libertà e la disponibilità che questa Parola necessità. La scoperta della Bibbia ha luogo a cielo aperto”.

Note biografiche e bibliografiche

Il padre domenicano Jacques Fontaine (Roubaix, Francia 1922) è una figura molto nota a Gerusalemme. E’ il fondatore del BST (La Bible sur le terrain), la Bibbia sul terreno. Si tratta di un metodo di lettura itinerante della Bibbia sui luoghi di cui si narra nella Sacra Scrittura. Vengono cioè privilegiati i luoghi naturali in cui la storia della rivelazione di Dio si è manifestata, di modo che ogni libro è raccontato in un ambiente simile a quello descritto dagli autori sacri.
“Leggere tutta la Bibbia su tutta la Terra d’Israele per vivere di tutta la Parola nella nostra carne”, come commenta Padre Rossi De Gasperis nell’Introduzione al testo pubblicato nella collana curata dal nostro Ufficio.

Tra le pubblicazioni di padre Fontaine

La Bibbia nella sua terra. Metodo per leggere la Parola di Dio in Terra Santa, Collana Bibbia e Terra Santa (2010).

Il quinto Vangelo
“Cinque Vangeli raccontano la vita di Gesù; quattro li trovi nei libri – uno nel paesaggio. Se leggi il quinto, ti si dischiude davanti agli occhi il mondo dei quattro”. Questa felice espressione di Padre Bargil Pixner è stata ripresa nel numero 89 della Dei Verbum ed è la sintesi del lavoro di una vita.
Con la sua ben fondata conoscenza della Terra Santa e della sua storia, padre Pixner ci aiuta a capire l’importanza di comprendere il Quinto Vangelo per conoscere i quattro Vangeli, ovvero capire bene il contesto per capire il testo.
Dalla sua ben fondata conoscenza della Terra Santa e della sua storia si incarna davanti ai nostri occhi un’immagine di Gesù reale, in tutta la vitalità della sua umanità.

Note biografiche e bibliografiche

Padre Bargil Pixner è stato priore dell’Abbazia benedettina della “Dormitio Mariae” a Gerusalemme vivendo in Israele oltre un quarto di secolo, di cui 12 anni passati sul Lago di Genesaret. Archeologo e studioso dei testi antichi, ha introdotto all’archeologia e alla topografia biblica gli studenti di teologia, cattolici e protestanti, che soggiornavano alla “Dormitio”. Ha guidato attraverso la Terra Santa un gran numero di pellegrini.
Come archeologo ha riportato alla luce parti del Quartiere Esseno sul Monte Sion.
(1921, Untermais (Bolzano) – 2002, Gerusalemme)

Tra le pubblicazioni di padre Pixner
Glory of Bethlehem. Judson Press (1986)
Jesus and First-Century Christianity in Jerusalem, Paulist Press (Luglio 2008)
Con Gesù attraverso la Galilea secondo il Quinto Vangelo, corazin publishing 1997
Con Gesù a Gerusalemme, i suoi primi e ultimi giorni in Giudea, corazin publishing 1996-2005
Paths of the Messiah and Sites of the Early Church from Galilee to Jerusalem: Jesus and Jewish Christianity in Light of Archaeological Discoveries, Ignatius Press (Aprile 2010)
ELIZABETH MC NAMER – BARGIL PIXNER, Gesù e il cristianesimo. Il primo secolo a Gerusalemme, Collana Bibbia e Terra Santa, 2011

Francesco Rossi De Gasperis e la sua stretta collaboratrice Antonella Carfagna, ci aiutano a fare una lectio biblica della terra. La Terra di Dio è la migliore scuola della fede e della prassi biblica e cristiana. La peculiarità del loro approccio prevede di considerare tutta la Parola di Dio (Antico e Nuovo Testamento) per leggerla nella sua prospettiva globale, messianica, e quindi per capire qual è il progetto di Dio, il Suo sogno per l’umanità e per l’uomo. Leggerla sulla terra e nei luoghi concreti affinché la lettura diventi un esercizio spirituale nel senso stretto del termine, quello che ci ha indicato sant’Ignazio di Loyola, ovvero sia un allenamento interiore che aiuta il nostro cammino di fede, la nostra vita spirituale, la nostra relazione con Dio.

Note biografiche e bibliografiche

Francesco Rossi De Gasperis, gesuita, dopo un periodo di vita missionaria in Giappone, ha partecipato per diversi anni alla pastorale della Cappella dell’Università della Sapienza, a Roma. Dal 1966 al 1995 ha tenuto corsi di teologia biblica, dogmatica e spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Si occupava di lectio divina, specialmente in relazione agli Esercizi spirituali ignaziani. Dal 1977 ha fatto parte della comunità del Pontificio Istituto Biblico di Gerusalemme, dove si è interessato alle radici ebraiche della fede cristiana e alla teologia cristiana di Israele. E' mancato il 26 febbraio 2024 all'età di 97 anni.


Antonella Carfagna ha compiuto gli studi filosofici, teologici e biblici presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma con corsi di perfezionamento a Gerusalemme. Insegna sacra Scrittura in alcuni istituti di Scienze Religiose e aiuta diversi gruppi e comunità nella lectio divina in Italia e a Gerusalemme.

Tra le pubblicazioni di padre De Gasperis
Bibbia ed Esercizi spirituali. La Bibbia negli Esercizi spirituali e gli Esercizi spirituali nella Bibbia, Borla (Roma 1982)
A pregare s’impara pregando, vol. 1 Paoline, (Milano 1994)
La roccia che ci ha generato (Dt 32,18). Un pellegrinaggio nella Terra Santa come esercizio spirituale, AdP (Roma, 1994, 2003)
E videro la sua gloria (Lc 9,32). Una scuola della fede secondo la liturgia dell’anno C, AdP(Roma 1955)
Maria di Nazaret, icona di Israele e della chiesa, Qiiqajon (Magnano 1997)
Cominciando da Gerusalemme. La sorgente della vita e dell’esistenza cristiana, Piemme, (Casale Monferrato 1997)
E’ risorto, non è qui! Lectio sui vangeli della Risurrezione, Pardes Edizioni (Bologna 2008)
Paolo di Tarso evangelo di Gesù, Lipa, (Roma 1998)
Luoghi di Rivelazione. Dove sulla terra si apre il cielo, EDB, 2011

Insieme i due autori hanno pubblicato
Prendi il Libro e mangia! Vol. 1 Dalla creazione alla Terra Promessa (1998-2004); vol. 2 Dai Giudici alla fine del Regno (1999); vol. 3.1 Dall’esilio alla nuova alleanza: storia e profezia (2003); vol. 3.2  Dall’esilio alla nuova alleanza: pietà, poesia, sapienza (2003), (EDB, Bologna)
Terra Santa e Libro santo. Una lectio divina (EDB, Bologna, 2000; 2006)
Da Dan a Bersabea. Pregare e camminare in tutta la Parola e la Terra di Dio (EDB, Bologna, 2006)

Lago di Galilea

Membro kibbutz Ein Gev, Mendel Nun (1918-2010) dedicò gran parte della sua vita a studiare la pesca antica sul mare di Galilea, ed è stata la principale autorità in materia. Con l’apertura di Beit Ha-Oganim (Casa delle Ancore), Nun ha realizzato il suo sogno di creare un museo che non solo avrebbe ospitato la sua collezione di antichità, ma anche infuso negli altri il suo amore per il mare di Galilea e la sua storia.

Har karkom, la riscoperta del Sinai

E’ importante il suo studio sulla localizzazione del monte Sinai, uno degli snodi vitali della storia della salvezza. Quello localizzato a Santa Caterina in Egitto sia dal punto di vista archeologico che topografico non da’ riscontri significativi. Anati studia per anni l’importante sito di Har Karkom nel deserto del Neghev avanzando l’ipotesi che possa coincidere con il Monte Sinai descritto nella Bibbia.

Note biografiche e bibliografiche

Nato a Firenze nel 1930, ha studiato archeologia e preistoria all’Università di Gerusalemme, si è specializzato in antropologia e scienze sociali all’Università di Harvard (USA) e ha conseguito un dottorato in lettere alla Sorbona di Parigi. I suoi principali interessi scientifici riguardano l’arte e le religioni delle culture preistoriche e tribali. Ha svolto ricerche in Europa, nel Vicino Oriente, in India, Tanzania, Malawi, Messico, Australia e in Valcamonica, dove ha fondato il Centro camuno di studi preistorici.
E’ fondatore e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici di Capo di Ponte, Italia, e professore ordinario (in pensione) di Paletnologia presso l’Università di Lecce, Italia.

Tra le pubblicazioni di Anati:
La Palestina prima degli ebrei (Milano 1963);
L’arte rupestre del Negev e del Sinai (Milano 1979);
Har Karkom, Montagna sacra nel deserto dell’esodo (Milano 1984);
La Montagna di Dio Har Karkom. Ricerche archeologiche sulla strada dell’Esodo (Milano 1986);
Valcamonica riscoperta (Brescia 1989);
Har Karkom. Vent’anni di ricerche archeologiche (Capo di Ponte 1999);
Har Karkom. Guida ai siti principali del riscoperto monte Sinai (Collana Bibbia e Terra Santa 2010);
La riscoperta del monte Sinai. Ritrovamenti archeologici alla luce del racconto dell’Esodo (Collana Bibbia e Terra Santa 2010).

OFM

Padre Corbo è tra i grandi nomi degli archeologi italiani. Ha speso tutta la sua vita in Terra Santa e per la Terra Santa e questa è la grande eredità che ci ha lasciato. Per quarantʼanni fece parlare le pietre, scavando a Betlemme, Gerusalemme, Cafarnao, Magdala, sullʼHerodion, il Macheronte e il Monte Nebo. Riscoprì la casa di Simon Pietro a Cafarnao, dove ora riposa in pace.

Note biografiche e bibliografiche
Padre Virgilio Corbo è nato ad Avigliano l’8 luglio 1918. Arrivò in Palestina nel 1928 come allievo presso lo Studium Biblicum Franciscanum, dopo essersi laureato a Roma presso il Pontificio Istituto di Studi Orientali, e nella terra del Santo iniziò una lunga carriera di ricerca ed insegnamento. La sua instancabile e importantissima attività archeologica si svolse in particolare con scavi a Betlemme, Gerusalemme, Cafarnao, Magdala, sul Macheronte, sullʼHerodion e sul Monte Nebo. È noto in tutto il mondo per aver ritrovato nella città di Cafarnao una casa del I secolo a.C., attribuita in seguito all’apostolo Pietro. Eʼ morto il 6 dicembre 1991 a Cafarnao, dove è sepolto.

Tra le pubblicazioni di padre Corbo
Gli scavi di Kh. Siyar el-Ghanam (Campo dei Pastori) e i monasteri dei dintorni (Studium Biblicum Franciscanum), Gerusalemme 1955 Ricerche archeologiche al Monte degli Ulivi, Gerusalemme 1965 Cafarnao. 1: Gli edifici della città (Studium Biblicum Franciscanum, 19), Gerusalemme 1975 La sinagoga di Cafarnao dopo gli scavi del 1969, (Franciscan Printing Press), 1970 Resti della Sinagoga del primo secolo a Cafarnao, in “Studia Hierosolymitana III” (SBF Collectio Maior, 30), Gerusalemme 1981

OFM

Attraverso le scoperte archeologiche di Padre Bagatti, riusciamo a vedere il volto concreto della Chiesa primitiva giudeo-cristiana di cui parlano il Nuovo Testamento e la letteratura patristica. I suoi scavi ci mostrano che i luoghi di culto delle comunità cristiane si succedettero sul medesimo posto fin dai primissimi decenni dellʼera cristiana. Padre Bagatti rivolse la sua vita e la sua attenzione soprattutto agli umili resti di monumenti cristiani dispersi nei villaggi della Palestina e delle regioni limitrofe.

Note biografiche e bibliografiche
Padre Bellarmino Bagatti nacque a Lari (Pisa) lʼ11 novembre 1905. Vestito lʼabito di san Francesco sul Monte della Verna in Toscana, fu ordinato sacerdote a 23 anni. Nel 1931 fu inviato al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana in Roma, dove nel 1934 conseguì brillantemente il titolo di Dottore in Archeologia Cristiana. Dal 1935 fu professore di topografia di Gerusalemme e archeologia cristiana presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Nel 1941, con Padre Sylvester Saller, dette inizio alla serie “SBF Collectio Maior” e nel 1951, con Padre Donato Baldi, fondò la rivista “SBF Liber Annuus”. Nel decennio 1968-1978 fu Direttore dello Studium e per molti anni fu anche insegnante nello Studio Teologico Internazionale della Custodia di Terra Santa. La sua opera è ben nota agli studiosi di tutto il mondo: lavorò ad una ventina di opere e e varie centinaia di articoli, partecipò a innumerevoli congressi internazionali, collaborò a dizionari e enciclopedie, curò varie riedizioni di antiche opere di Palestinologia, guidò generazioni di studenti nelle escursioni in Terra Santa e Giordania. In occasione del suo 70mo compleanno fu onorato con la pubblicazione di due volumi di studi archeologici, esegetici e patristici presentati da ricercatori di varie parti del mondo e di differenti istituzioni culturali. Quando non poté più praticare scavi, Padre Bagatti si dedicò allʼiconografia. Morì il 7 ottobre 1990, nel Convento francescano di San Salvatore a Gerusalemme.

I suoi maggiori scavi

A Roma: Cimitero di Commodilla (1933-34), in Terra Santa: Santuario delle Beatitudini (1936), Visitazione ad Ain Karem (1938), Emmaus-Qubeibeh (1940-44), Betlemme (1948), Dominus Flevit sul Monte degli Olivi (1953-55), Nazaret (1954-1971), Monte Carmelo (1960-61), in Giordania: Monte Nebo (1935) e Khirbet el-Mukhayyat (in diverse epoche).

OFM

Padre Piccirillo ci insegna a credere profondamente alla vocazione propria di Gerusalemme: essere di diritto e di fatto la città santa, dove popoli, fedi religiose e tradizioni diverse sono chiamate a vivere nel rispetto reciproco e in pace. Padre Piccirillo ha profondamente amato questa città e i suoi abitanti, ha lavorato per far conoscere la sua storia e le sue ricchezze spirituali e monumentali. Numerosi sono stati i progetti di cui fu promotore per la crescita umana e culturale delle popolazioni locali. Il volume intitolato “La Palestina Cristiana”, uscito mentre egli era in ospedale, porta questa dedica significativa: Agli abitanti della Santa Città di Gerusalemme.

Note biografiche e bibliografiche
Padre Piccirillo nacque nel 1944 a Carinola, in provincia di Caserta. Fin da piccolo, a undici anni, desiderò diventare francescano di Terra Santa. Gli anni della formazione e degli studi lo portano a Emmaus el-Qubeibeh e a Betlemme. Durante i quattro anni trascorsi a Gerusalemme maturò definitivamente la sua vocazione francescana e sacerdotale. Dallʼottobre 1974 si stabilì al convento della Flagellazione, sede dello Studium Biblicum Franciscanum, e vi restò tutta la vita. Da sempre impegnato nella crescita umana e culturale delle popolazioni locali ha dato vita a numerosi progetti, tra i quali ricordiamo la scuola di restauro dei mosaici a Gerico, la riscoperta e la valorizzazione delle antichità a Sebastya e la riqualificazione dellʼartigianato del legno e della madreperla a Betlemme. Per questi stessi progetti si impegnò personalmente per ottenere la cooperazione dei governi dei paesi dellʼUnione Europea e degli Stati Uniti. Merito che gli fu riconosciuto da rappresentanti di istituzioni politiche e culturali internazionali, personalità israeliane, giordane e palestinesi. Per impegni di lavoro padre Piccirillo lasciò Gerusalemme il 2 giugno 2008. La grave malattia scoperta qualche settimana dopo gli impedì di farvi ritorno. Morì il 26 ottobre 2008 a Livorno.

Tra le pubblicazioni di padre Piccirillo
M. Piccirillo, Chiese e Mosaici della Giordania Settentrionale, Jerusalem, 1981 M. Piccirillo, Chiese e Mosaici di Madaba, Milano-Jerusalem, 1989 Michele Piccirillo, Con Gesù in Terra Santa – Gerusalemme, 1998 M. Piccirillo, La Montagna del Nebo, Jerusalem 1986 M. Piccirillo, I Mosaici di Giordania, Roma 1986 M. Piccirillo. II Viaggio del Giubileo. Alle radici della fede e della Chiesa, Gerusalemme 2000 M. Piccirillo (ed.), In Terra Santa. Dalla crociata alla custodia dei Luoghi Santi, Ed. Artificio Skira, Milano 2000 M. Piccirillo, Lʼ Arabia cristiana. Dalla Provincia imperiale al primo Periodo Islamico, Jaca Book, Milano 2002. M. Piccirillo, La Nuova Gerusalemme. Artigianato palestinese al servizio dei Luoghi Santi (SBF, Collectio Major 51), Edizioni Custodia di Terra Santa – Regione Piemonte: Centro di Documentazione del Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei. 2007 M. Piccirillo, La Palestina cristiana I-VII secolo, Centro editoriale dehoniano (EDB), Bologna 2008

La Terra santa abbraccia anche la moderna Giordania. Mohammad Waheeb è l’archeologo che ha scoperto i resti del Sito del Battesimo di Gesù lungo le sponde del fiume Giordano. La Linfa dell’Ulivo lo ha opitato nell’edizione 2013: è nostro impegno sostenere e promuovere i ricercatori come lui che dedicano la vita alle antiche pietre santificate dalla presenza di Gesù.

Lo Studium Biblicum Franciscanum (SBF) è un’istituzione scientifica per la ricerca e l’insegnamento accademico della Sacra Scrittura e dell’archeologia dei paesi biblici.
Fu ideato dalla Custodia francescana di Terra Santa nel 1901 e opera ininterrottamente dal 1924. Dal 1960 fa parte della Pontificia Universitas Antonianum di Roma.
 Nel 2001 è diventato Facoltà di Scienze bibliche e Archeologia.
I due cicli di specializzazione, Licenza e Dottorato in Scienze bibliche e Archeologia, hanno sede presso il convento della Flagellazione.
Allo SBF è collegato come primo ciclo di teologia lo Studium Theologicum Jerosolymitanum, con sede presso il convento di S. Salvatore, comprendente un Biennio filosofico che si svolge nella medesima struttura scolastica.

L’Ufficio Pellegrinaggi, ora Fondazione Homo Viator San Teobaldo, collabora e si ispira a questi grandi studiosi e professori.

Antonella Anghinoni, nasce a Milano il 22 marzo 1966.
Diplomata allo IULM di Milano in Pubbliche Relazioni e Discipline dell’Amministrazione lavora per tre anni nel settore orafo.
Dal 1998 si appassiona agli studi teologici ottenendo un Baccellierato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e una Licenza in Teologia Biblica sempre presso la stessa Facoltà.
A Gerusalemme presso la Hebrew University of Gerusalem consegue un diploma di Ebraico biblico.
Tiene conferenze, incontri biblici e ritiri spirituali in tutta Italia per laici, sacerdoti e suore. È stata relatrice a Convegni promossi dalla CEI per la pastorale familiare, dall’USMI e dalla CISM.
È autrice e conduttrice del programma televisivo in onda su Telepace “Nel nome delle madri”.

Ospite nei programmi televisivi
RAI 2:
RAI 2 “Italia allo specchio” diretta 10 febbraio 2009 – La clausura oggi
RAI 2 “Italia allo specchio” diretta 14 aprile 2009 – Cronaca di luce.
RAI 2 “Italia allo specchio” diretta 13 maggio 2009 – Fatima.
RAI 2 “Italia allo specchio” diretta 18 maggio 2009 – Pellegrinaggio del Papa in Terra santa.
Ha partecipato varie volte alla trasmissione di approfondimento culturale e religioso di RAI 2 condotta da monsignor Giovanni d’Ercole “Sulla Via di Damasco”
RAI 2 “Sulla via di Damasco” 28 febbraio 2009 – La bellezza delle donne.
RAI 2 “Sulla via di Damasco” 6 giugno 2009 – Bibbia e Festival biblico.
RAI 2 “Sulla via di Damasco” 22 gennaio 2011 – Signore cosa devo fare?
RAI 2 “Sulla via di Damasco” 12 marzo 2011 – Il coraggio delle donne.
RAI 2 “Sulla via di Damasco” 16 luglio 2011 – Apriamo la Bibbia.
Dal 2017 ospite a TV 2000 nella Trasmissione “Siamo Noi” sulle donne nella Bibbia
(8 novembre 2017 ore 14:30 “Rachele”; 14 febbraio 2018 ore 14:30 “Emorroissa”)
Da ottobre 2018 nella Trasmissione di TV 2000 “L’ora solare” speciale sulle coppie della Bibbia.
È autrice di una collana per bambini sulle donne della Bibbia: “I Petali”, Edizioni Paoline. (10 volumi che raccontano la storia delle donne della Bibbia)
Con Elide Siviero è coautrice del libro: Donne di Dio, scorci biblici, Edizioni San Paolo, 2016.
Collabora con l’Ufficio Pellegrinaggi della diocesi di Vicenza per esercizi spirituali in Terra Santa.

BIOGRAFIA
Nato a Galliate (NO) il giorno 11 gennaio 1963, diploma di maturità classica, baccalauretato in teologia presso lo Studio Teologico San Gaudenzio in Novara e licenza in Sacra Scrittura conseguita presso il Pontificio Istituto Biblico in Roma. Ordinato sacerdote per la Diocesi di Novara il 25 giugno 1988. Insegna Introduzione all’Antico e al Nuovo Testamento, Esegesi di Antico e di Nuovo Testamento presso lo Studentato teologico San Gaudenzio di Novara affiliato alla Facoltà Teologica del’ Italia Settentrionale di Milano e presso l Istituto Superiore di Scienze religiose di Novara. Accanto all’insegnamento in materia biblica in Diocesi ricopre i seguenti incarichi: Delegato vescovile per la Pastorale della cultura e del Progetto culturale della CEI, Delegato Vescovile per l Ecumenismo e il Dialogo interreligioso e assistente spirituale dell’Associazione Culturale Diocesana  La Nuova Regaldi . Nell’anno 2000 don Silvio Barbaglia riceve da mons. Renato Corti, vescovo di Novara, l’incarico di occuparsi della Pastorale scolastica e universitaria. Da questa esperienza, condivisa con un gruppo di studenti e di giovani lavoratori, nasce l’Associazione Culturale Diocesana La Nuova Regaldi, la cui azione è collocata nell’alveo del Progetto Culturale della Chiesa italiana. In collaborazione con questa associazione diocesana don Silvio opera per una pastorale della cultura vissuta nel costante confronto con le molteplici sfide che la cultura contemporanea rivolge alla fede. Accanto a quest’attività di carattere culturale promuove ricerche nell’ambito del mondo biblico e del cristianesimo primitivo che vanno dall’epistemologia e l’ermeneutica della storiografia biblica alle questioni più di confine relative alla storicità di Gesù di Nazaret promovendo seminari di studio e di dibattito su questi temi.

Pubblicazioni
«Per tutti» oppure «per molti»? Un’alternativa infeconda nel dettato delle parole della consacrazione nella liturgia della Chiesa latina. Pubblicazione online presso il sito de La Nuova Regaldi il mercoledì 30 maggio 2012 al link: http://www.lanuovaregaldi.it/doc/evento/Permoltiopertutti.pdf
«Il digiuno di Gesù all’Ultima Cena. Confronto con le tesi di J. Ratzinger e di J. Meier», Prefazione di Romano Penna, Commenti e studi biblici, Assisi: Cittadella 2011.
«Il prologo di Luca e la “solidità” del racconto evangelico. La ri-scrittura della storia», Credere oggi 31/2 (2011) 63-89.
«Gesù storico e origini del cristianesimo nella galassia Internet: La sfida al modello tradizionale della ricerca storica», in: G. SEGALLA, La ricerca del Gesù storico, Giornale di Teologia 345, Brescia: Queriniana 2010, 219-237.
«Giuseppe nelle relazioni parentali umano-divine», Lemà sabactàni 6 (2010) 21-31.
«Tempo e storia», in: R. PENNA – G. PEREGO – G. RAVASI (a cura di), Temi teologici della Bibbia, I Dizionari San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano): San Paolo 2010, 1363-1371.
«Gesù storico e origini del cristianesimo nella galassia Internet: La sfida al modello tradizionale della ricerca storica», in: G. BIGUZZI – M. GRONCHI (a cura di), Discussione sul Gesù storico, Percorsi culturali 19, Roma, Città del Vaticano: Urbaniana University Press 2009, 21-35.
«Lettere pastorali per una “Chiesa fedele a Dio e amica dell’uomo”», in: D. TUNIZ (a cura di), La gloria di Dio è l’uomo vivente. Aldo Del Monte vescovo di Novara, Cinisello Balsamo (Milano): San Paolo 2008, 158-184.
«Elia/Eliseo», in: G. DE VRIGILIO (a cura di), Dizionario Biblico della Vocazione, Roma: Editrice Rogate 2007, 283-287.
«In margine alla discussione sul libro-intervista di Corrado Augias – Mauro Pesce», Studia Patavina 54 (2007) 435-460.
«Bibbia e strumenti informatici», in: R. FABRIS (a cura di), Introduzione generale alla Bibbia, Logos. Corso di Studi Biblici 1, Leumann (Torino): Elle Di Ci 2006, 727-737.
«Il campo lessicale, il campo associativo e il campo semantico dell’“elezione d’Israele” nel TaNaK e nella Bibbia: Dalla linguistica all’ermeneutica della tradizione», in: C. TERMINI (a cura di), L’elezione di Israele: origini bibliche, funzione e ambiguità di una categoria teologica (Atti del XIII Convegno di Studi Veterotestamentari – Foligno, 8-10 Settembre 2003), Ricerche Storico-Bibliche 1, Bologna: EDB 2005, 13-71.
«Ireneo di Lione e la comunicazione della fede cristiana in una coscienza canonica delle sacre Scritture», in: E. CATTANEO – L. LONGOBARDO (a cura di), Consonantia salutis. Studi su Ireneo di Lione, Trapani: Il Pozzo di Giacobbe 2005, 81-158.
«“Darai la tua vita per me?”: Una rilettura della triplice domanda di Gesù a Simone di Giovanni (Gv 21,15-19)», Rivista Biblica 51 (2003) 149-191.
BARBAGLIA, S. (a cura di), Deuteronomismo e Sapienza: la riscrittura dell’identità culturale e religiosa di Israele. Atti del XII Convegno di Studi Veterotestamentari (Napoli, 10-12 Settembre 2001), Ricerche Storico-Bibliche 1/2003.
BARBAGLIA, S. (a cura di), “E fu per la mia bocca dolce come il miele” (Ez 3,3). Il testo biblico in tensione tra fissità canonica e mobilità storica. Atti dell’XI Convegno di Studi Veterotestamentari (Torreglia, 6-8 Settembre 1999), Ricerche Storico-Bibliche 1/2001.
«La rilevanza ermeneutica delle disposizioni canoniche dei testi nelle sacre Scritture: Metodo ed esemplificazioni», in: S. BARBAGLIA (a cura di), “E fu per la mia bocca dolce come il miele” (Ez 3,3). Il testo biblico in tensione tra fissità canonica e mobilità storica. Atti dell’XI Convegno di Studi Veterotestamentari (Torreglia, 6-8 Settembre 1999), Ricerche Storico-Bibliche 1, Bologna: EDB 2001, 185-268.
«Dal rotolo al codice. I risvolti ermeneutici del contenente sul contenuto», Annali di studi religiosi 1 (2000) 267-287.
«Comprensione neotestamentaria della figura di Elia alla luce di un approccio “canonico” alle Scritture», in: AA. VV., Elia o il Mosè del silenzio. Atti del Seminario invernale. Trevi, 22-25 gennaio 1998, Biblia. Associazione laica di cultura biblica, Firenze: Giuntina 1999, 99-161.
«Il racconto della Parola», in: AA. VV., La Parola “ripresa”. L’uso della parola, delle immagini e della drammatizzazione nella Bibbia (21° Corso Nazionale di Aggiornamento. Ponte di Legno, Brescia, 6-12 luglio 1997), Quaderni di nostro cinema 38, Milano 1998, 41-57.
«Studi biblici e informatica», Ricerche Storico-Bibliche 1-2 (1998) 329-389.
«Il messaggio finale del libro di Ester (ebraico)», Rivista Biblica 42 (1994) 257-310.

Di nazionalità svizzera, dal 1963 fece parte della Compagnia di San Paolo. Ha lavorato in un primo tempo nella sala stampa del concilio ecumenico Vaticano II. Dal 1967 visse in Terra Santa, come guida dei pellegrinaggi paolini. Amata e stimata da tutti, ha favorito con intelligente impegno l’unione e il rispetto reciproco fra le tre religioni monoteiste nate dal ceppo di Abramo: ebraismo, cristianesimo e islam.
Emilio Gandolfo nasce a Sestri Levante il 3 novembre 1919. Ordinato sacerdote nel 1942, don Emilio entrò nel 1949 nella Compagnia di San Paolo. Figura di spicco nella chiesa cattolica: scrisse molti libri, viaggiò molto in Italia e all’estero. Iniziò nel 1944 la sua missione di curato a Lerici e nella chiesa di San Bernardo in frazione Chiappa della Spezia. In questa provincia fu parroco in molti paesi e cittadine tra queste, nella parrocchiale di Sant’Andrea a Levanto. Nel 1992 a Roma, durante la Pentecoste celebrò il suo 50° anniversario di sacerdozio. Fu ucciso a Vernazza, nelle Cinque Terre, la sera del 2 dicembre 1999 in modo barbaro.

Don Andrea Santoro è nato a Priverno (LT) il 7/9/1945 (era un venerdì) e fu registrato con il nome di Andrea Silvio. E’ vissuto a Priverno fino al 16/01/1956, anno del trasferimento definitivo della famiglia a Roma. Nel 1958 entra nel Seminario minore di Roma, dove frequenta la 3° media e gli studi di liceo. Completati gli studi di teologia presso l’Università Pontificia Lateranense, viene ordinato sacerdote il 18 ottobre 1970.Svolge la sua attività pastorale di viceparroco nelle parrocchie di S.S. Marcellino e Pietro (1970-1971) e della Trasfigurazione (1972-1980). Nel 1980 chiede di trascorrere 6 mesi in Medio Oriente prima di iniziare la sua attività di parroco, a cui era stato destinato, nella periferia di Roma, nuovo quartiere Verderocca, per “costruire” la Chiesa (comunità di “pietre vive” e di mattoni). Don Andrea intitola la parrocchia “Gesù di Nazareth” e la guida, come parroco, dal 1981 al 1993. Trascorre ancora alcuni mesi nel Medio Oriente prima di assumere l’incarico di parroco (1994) nella parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio da cui, l’11 Settembre del 2000, parte per la Turchia.Il 5 febbraio 2006 viene ucciso nella chiesa di S. Maria a Trabzon mentre pregava con la bibbia in lingua turca tra le mani, trapassata da uno dei proiettili che lo hanno colpito ai polmoni

Fonte: www.santiebeati.it

Nato a Milano da una famiglia originaria di Concordia Sagittaria e Summaga, a 18 anni nel 1965 entrò nell’Ordine dei frati minori cappuccini, poi nel 1973 divenne prete. Svolse il ruolo di professore di patristica alla Pontificia università Antonianum e per 16 anni fu direttore dell’Istituto di spiritualità della stessa università, inoltre svolse il ruolo di professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e all’Accademia Alfonsiana, per altri 10 anni svolse il ruolo di visitatore del Collegio Orientale per la Congregazione per le Chiese orientali e consulente per la Congregazione per le cause dei santi. L’11 ottobre 2004 fu nominato vescovo titolare di Monteverde e vicario apostolico dell’Anatolia in sostituzione di Ruggero Franceschini nominato arcivescovo di Smirne. Il 7 novembre 2004 fu ordinato vescovo. Fu importante la sua attività e riflessione inerente il dialogo ecumenico e interreligioso nello stile dello spirito di Assisi. Il 3 giugno 2010 fu ucciso a coltellate dal suo autista, Murat Altun che secondo fonti locali soffre di disturbi mentali ed era già stato arrestato dalla gendarmeria turca nella sua abitazione di Alessandretta. L’arcivescovo Ruggero Franceschini ha invece messo in relazione l’assassinio di monsignor Padovese con gli attacchi ai cristiani che costantemente in Turchia stanno avvenendo con più frequenza, da quello di don Andrea Santoro fino a quello del vescovo. A sostenerlo anche Asianews, agenzia del Pontificio istituto missioni estere, in quanto dopo aver decapitato il presule e aver seguito un rituale islamico per l’uccisione, l’autista avrebbe gridato: “Allah akbar!” Allah è grande. Alcuni mesi prima della sua morte, il 3 aprile 2010 scrisse una lettera in occasione della canonizzazione di santa Camilla da Varano in cui riproponeva l’esempio di perdono e riconciliazione che la Varano visse al momento dello sterminio della sua famiglia.
I funerali presieduti dal cardinale Dionigi Tettamanzi si svolsero il pomeriggio del 14 giugno 2010 presso il duomo di Milano.

Padre Di Mola Vanni (Jesús María, 26 settembre 1929 – Roma, 27 settembre 2018) è stato un accademico, teologo ed esegeta italiano. Ugo Vanni nacque a Jesús María, nella provincia argentina di Córdoba, il 26 settembre 1929. Fu ordinato sacerdote il 9 luglio 1960. Gesuita, conseguì la licenza in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, la laurea in lettere classiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma e la laurea in Scienze Bibliche al Pontificio Istituto Biblico.
Insegnò per molti anni esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto Biblico, pubblicando nel frattempo numerosi studi su Paolo e sull’Apocalisse, e impegnandosi anche in varie attività pastorali. Fu spirituale del Collegio Capranica di Roma dal 2001.

 

Pubblicazioni

  • Lettere ai Galati e ai Romani. Versione, introduzione e note di U. Vanni (Nuovissima versione della Bibbia 40), Roma 1967, 1995.
  • La struttura letteraria dell’Apocalisse, Roma, 1970, 1980.
  • Vangelo secondo Giovanni: passi scelti, Roma 1974.
  • Lettere di Pietro, Giacomo e Giuda. Versione, introduzione e note di U. Vanni (Nuovissima versione della Bibbia 44), Roma 1974, 1993.
  • Apocalisse. Una assemblea liturgica interpreta la storia, Brescia 1979, 201715.
  • Apocalypsis. Introducción y comentario, Buenos Aires 1980.
  • Apocalipsis. Una asemblea litúrgica interpreta la historia, Estella 1982, 1998.
  • Apocalipse. Una assembleia litúrgica interpreta a história, São Paulo 1984.
  • Lettere di Pietro, Giacomo e Giuda, Brescia 1986, 1995.
  • L’opera creativa nell’Apocalisse, Roma 1993.
  • Vangelo secondo Giovanni: passi scelti, Roma 1993.
  • Accogliere lo Spirito: nel pensiero di Paolo e Giovanni, Milano 1998.
  • Il sacerdozio della Nuova Alleanza, (con Albert Vanhoye e Franco Manzi), Milano 1999.
  • Apocalisse e Antico Testamento. Una sinossi, Roma 2000.
  • «Divenire nello Spirito»: l’Apocalisse guida di spiritualità, Roma 2000.
  • L’ebbrezza nello Spirito (1 Cor 12,13; Ef 5,18): una proposta di spiritualità paolina, Roma 2000.
  • L’apocalisse: ermeneutica, esegesi, teologia, (Supplementi Rivista Biblica 17), Bologna 1988, 1991; ristampa: 1998, 2001.
  • Las Cartas de Pablo, Buenos Aires 2002.
  • Con Gesù verso il Padre. Per una spiritualità della sequela, Roma 2003.
  • Apocalisse. Una assemblea liturgica interpreta la storia, Brescia 2005.
  • Lectura del Apocalipsis: hermenéutica, exégesis, teología, (trad. Honorio Rey), Estella 2005.
  • Opojenie Duchom: Nácrt spirituality apoštola Pavla, Svit 2005.
  • Apokalypsis: percorsi nell’Apocalisse in onore di Ugo Vanni, (a cura di Elena Bosetti e Angelo Colacrai; presentazione di Carlo M. Martini), Assisi 2005.
  • La plenitud en el Espíritu (1Cor 12,13; Ef 5,18): una propuesta de espiritualidad paulina, Madrid 2006.
  • L’uomo dell’Apocalisse, Roma 2008.
  • Apocalisse libro della rivelazione. Esegesi biblico teologica e implicazioni pastorali, Edizione Dehoniane, Bologna 2009.
  • Intervista sull’Apocalisse. Collasso del cosmo o annunzio di un mondo nuovo?, Edizioni Dehoniane, Bologna 2009.
  • Il sacerdozio nell’Apocalisse e nella Seconda Lettera di Pietro. Un impegno che abbraccia tutta la vita del cristiano in vista del regno di Dio, Edizione AdP, Roma 2009.
  • Apocalipsul, Sapientia, Iaşi 2009.
  • Il tesoro di Giovanni. Un percorso biblico-spirituale nel Quarto Vangelo, (a cura di Luca Pedroli), Cittadella Editrice, 2010.
  • Por los senderos del Apocalipsis. Exégesis bíblica y teológica, implicaciones pastorales y aspectos socioculturales, San Pablo, Buenos Aires, 2010.
  • El hombre del Apocalipsis. Una vision antropologica, moral e espritual, San Pablo, Bogotà, 2011.
  • Dal quarto Vangelo all’Apocalisse. Una comunità cresce nella fede, Cittadella Editrice, Assisi, 2011.
Piccoli e grandi uomini e donne italiani, riconosciuti come “Giusti tra le nazioni” sono molti, circa 525, e il 26 novembre lo Yad Vashem, l’istituto storico che a Gerusalemme tiene viva la memoria della Shoah, ha riconosciuto questo titolo anche al nostro conterraneo Mons. Elia Dalla Costa.
Originario di Villaverla, vescovo di Padova nel 1923 e di Firenze nel 1933, durante la seconda guerra mondiale rischia la vita e incoraggia il clero nell’attività di salvataggio, mettendo in piedi un’organizzazione per aiutare gli ebrei, accogliendoli nei monasteri e conventi.


Il progetto del porporato è testimoniato personalmente dalla signora Lya Quitt che ha ricordato come, fuggita dalla Francia per Firenze, venne portata in arcivescovado dove trascorse la notte insieme ad altri ebrei lì ospitati, prima di essere indirizzata in uno dei tanti conventi che, su indicazione dell’arcivescovo, avevano aperto le porte agli ebrei.
A dare ulteriore forza a questa importante testimonianza, l’istituto di Gerusalemme, cita anche le parole di Giorgio La Pira secondo cui “l’anima di questa attività d’amore di Dalla Costa era salvare il maggior numero possibile di Fratelli”.
Questo semplice uomo ci testimonia come la forza e il desiderio di incarnare la Parola ci spinge ad allargare le nostre braccia ed accogliere anche i Fratelli più lontani.

Michele Carlotto nacque il 3 febbraio 1919 in un’antica casa colonica del XVI secolo, al Tezzon di Castelgomberto (VI). Divenuto prete nel 1942, all’età di ventitré anni si ritrovò a Valli del Pasubio durante la guerra di liberazione, dove restò per 5 anni. A Valli del Pasubio erano stazionati una quarantina di Ebrei slavi, in domicilio coatto da parte delle autorità nazi-fasciste. Erano ospiti di famiglie o delle foresterie locali e ricevevano un sussidio statale. Quando arrivò l’ordine di internarli nei lager nazisti, don Pietro Bicego (che allora era arciprete di Valli del Pasubio) e don Michele Carlotto, con l’aiuto dei Carabinieri (che aspettarono 48 ore prima di denunciare la loro scomparsa), riuscirono a farli scappare verso la Svizzera o verso le località più sperdute attorno a Valli del Pasubio. Don Michele si prese cura in particolare dei due figli minori di una madre vedova (Mladen e Srecko) nascondendoli dapprima nella casa dei fratelli Mario, Orazio e Agnese, e quindi nell’orfanotrofio San Gaetano a Vicenza, dove rimasero fino alla Liberazione, sotto la protezione di don Ottorino Zanon, fondatore della congregazione Pia Società di San Gaetano.
Il 24 giugno 1996 il nome di don Michele è stato scritto sul “Muro dei Giusti” di Yad Vashem tra i giusti tra le nazioni ai quali gli Ebrei riservano perenne riconoscenza per aver contribuito alla loro salvezza durante l’Olocausto.

Sulla sua carriera scolastica, e in particolare sui corsi ginnasiali e lice-ali, non abbiamo notizie: egli infatti non risulta presente nel seminario diocesano negli anni 1910-1919. Probabilmente frequentò le classi ginnasiali e liceali a Vicenza, in qualche scuola pubblica, o in qualche istituto religioso. Sappiamo però che all’indomani di Caporetto (1917) Giuseppe Carraro fu arruolato con i «Ragazzi del ‘99» e poté tornare a casa solo nell’autunno del 1920. Lo troviamo infatti nel Seminario diocesano tra gli alunni iscritti al primo corso di Teologia nel registro degli esami autunnali del 1921, sostenuti peraltro brillantemente. Non stupisce quindi la decisione del vescovo Ferdinando Rodolfi di aggregare don Giuseppe Carraro, all’indomani della sua ordinazione sacerdotale del 13 luglio 1924, alla comunità de-gli insegnanti del suo seminario. Negli anni scolastici dal 1924-1925 al 1928-1929 gli fu infatti assegnato l’insegnamento della lingua francese, della storia e della geografia nelle classi ginnasiali, integrato nei mesi estivi da qualche soggiorno in Francia, propostogli dal vescovo al fine di perfezionarsi nell’uso di quella lingua. Accanto all’impegno scolastico il Carraro svolse pure un servizio di natura pastorale nella vicina parrocchia di Araceli. Ma l’incarico extrascolastico più impegnativo per il sacerdote fu senza dubbio quello di assistente ecclesiastico degli universitari cattolici (la FUCI, Federazione universitaria cattolica italiana). Sicuramente don Carraro doveva godere anche della stima e della fiducia del suo vescovo se nell’autunno successivo fu inviato a Roma al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, per conseguirvi la laurea.

Alla base di questa scelta del vescovo Rodolfi doveva certamente esserci il noto interesse del sacerdote per la liturgia e per l’arte sacra. Nel 1930, infatti, egli si trasferì a Roma, ospite della Casa delle catacombe, in via Nomentana, per seguire regolarmente i corsi di laurea. Giuseppe Carraro ebbe la sorte di incrociare nel suo impegno di ricerca archeologica, accanto al vescovo Rodolfi, il nuovo parroco dei Santi Fe-lice e Fortunato, Giuseppe Lorenzon convinto sostenitore del ripristino della basilica sanfeliciana nelle sue linee originali e quindi promotore del-la sua “liberazione” dalle strutture barocche che la rivestivano. Le tappe di questo evento, destinato a durare alcuni anni, anche per i continui interventi della Soprintendenza e delle autorità civili, sono tracciate nella Cronistoria dei restauri della chiesa parrocchiale, conservata nell’Archivio parrocchiale dei Santi Felice e Fortunato. Ritornato definitivamente a Vicenza dopo la laurea, don Carraro riprese la sua attività di insegnante in Seminario, ma l’orizzonte culturale di don Carraro si estendeva pure alla Teologia patristica. A Giuseppe Carraro, dal 1934 al 1948, fu inoltre affidato l’ufficio di assistente diocesano della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Nell’autunno del 1951 egli svolge l’incarico di vicario economo e quin-di di arciprete e vicario foraneo di Castelgomberto, una delle parrocchie più numerose della valle dell’Agno. L’arcivescovo di Reggio Calabria si era trovato nella necessità di prov-vedere alla gestione della piccola diocesi di Bova aggregata alla propria in seguito all’allontanamento del suo vescovo con l’aiuto di un Amministra-tore Apostolico gradito alla Santa Sede e accettato dal clero e dai fedeli. La scelta di mons. Carraro si rivelò utile grazie alla sua disponibilità al nuovo compito e alla sua nota sapienza pastorale. Nel 1964, a missione compiuta, mons. Carraro ritornò alla sua Vicenza dove fu canonico resi-denziale della Cattedrale e ricercato confessore. Concluse la sua esistenza il 23 dicembre 1979.

 

Fonte: Giuseppe Carraro, La Chiesa antica e il cimitero antico dei martiri Felice e Fortunato in Vicenza

Pietro A. Kaswalder ofm (1952-2014) ha insegnato esegesi dell’Antico Testamento e geografia biblica presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, per il quale guidava le escursioni bibliche. Ha pubblicato studi a carattere esegetico, storico, geografico e archeologico. Oltre a diversi contributi nella rivista dello Studium Liber Annuus, con Edizioni Terra Santa ha pubblicato: La Terra della promessa. Elementi di geografia biblica (2010), Galilea terra della luce. Descrizione geografica, storica e archeologica di Galilea e Golan (2012), Escursioni bibliche in Terra Santa (postumo, 2016).

Fonte: Terra Santa Edizioni